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	<title>Comments for Happy 3 Friends</title>
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	<description>Il blog di 3 amici :: uscite, concerti, foto, cazzate...</description>
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		<title>Comment on Peter Griffin by Svarione .. Peter Griffin .. tra fantasia e realtà &#124; Nerd - Matteo Cisilino</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2007/10/peter-griffin/comment-page-1/#comment-1444</link>
		<dc:creator>Svarione .. Peter Griffin .. tra fantasia e realtà &#124; Nerd - Matteo Cisilino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 14:25:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] al Blog Happy 3 Friends per la segnalazione, mi sa che non dormirò più la notte dopo [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] al Blog Happy 3 Friends per la segnalazione, mi sa che non dormirò più la notte dopo [...]</p>
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	<item>
		<title>Comment on Con un tempo cosi&#8217;&#8230; by FEDAP</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2006/08/con-un-tempo-cosi/comment-page-1/#comment-1441</link>
		<dc:creator>FEDAP</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 19:52:21 +0000</pubDate>
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		<description>Per volontà di un nutrito gruppo di operatori del commercio ambulante, motivati dall&#039;obiettivo, oltre che dalla necessità non oltre rinviabile, di disporre di un soggetto rappresentativo in grado di tutelare e difendere al meglio i diritti della categoria, è stata costituita la FEDAP Federazione Ambulanti Padani. 
Un sindacto unitario interregionale, libero e democratico, a cui tutti gli operatori del Commercio Ambulante possono liberamente associarsi.
Un soggetto associativo e sindacale  in grado di mettere a disposizione degli ambulanti ( in un  momento di crisi profonda, dove, anche le storiche strutture rappresentative di categoria sembrano incanalarsi in una fase morente e dove da troppo tempo ormai si assiste a una forma di sindacalismo in poltrona) energie fresche, innovative decise a riprendere in mano le sorti di un settore nevralgico del commercio al dettaglio.
Spaziomercato ha intervistato il Presidente Giuseppe Vita, 57 anni, ambulante alimentarista, da sempre impegnato in prima persona sul fronte dei diritti della categoria. 

 

Che senso ha oggi, in una realtà distributiva del commercio al dettaglio, dove i centri commerciali e i discount svolgono un ruolo da leoni e tante amministrazioni comunali vivono la realtà dei mercati cittadini come una sorta di palla al piede parlare di ambulantato?

Il settore del commercio su aree pubbliche ha sempre avuto una sua specificità rispetto agli ambiti della distribuzione commerciale al dettaglio. 
Il mercato rionale è infatti il più antico luogo di scambio e di incontro: in quanto tale, ancora oggi, per molti aspetti, può far leva su una significativa continuità storica, ma si trova ad operare in un contesto distributivo caratterizzato da ritmi di cambiamento sempre più rapidi e non sempre qualificati.
I mercati e le fiere sono da sempre parti fondamentali della città e dei paesi, del vivere sociale e della cultura di scambio della nostra società, per questo è riduttivo, come a volte si fa, considerare queste manifestazioni fenomeni che riguardano solo gli operatori e gli uffici commercio dei vari Comuni.
Questa visione, spesso presente, anche in certi atteggiamenti delle amministrazioni comunali e soprattutto delle associazioni di categoria, è una concezione inadeguata a cogliere gli elementi di innovazione che il commercio su aree pubbliche può portare.
Nel passato è assolutamente mancata   e ancora oggi si fa fatica a ritrovarne traccia di una visione attiva orientata allo sviluppo e alla riqualificazione urbana e sociale delle aree mercatali, in grado di valorizzare questa peculiare forma di vendita, evidenziando il ruolo e il contributo che la stessa può ancora dare al fine di tutelare al  meglio il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto in periodi di crisi economica e finanziaria come qella che stiamo vivendo. oltre che ai problemi sociali delle città e come elemento complementare rispetto alla rete distributiva  a posto fisso e alla grande distribuzione organizzata.

Da cosa deriva questa mancanza di una visione orientata allo sviluppo e riqualificazione del settore dell&#039;ambulantato?

Questa mancanza è dipesa e tutt&#039;oggi dipende da diverse ragioni, tutte valide e comprensibili, ma a volte miopi come ad esempio, la scarsa presenza o se vogliamo la totale assenza di un movimento di consumatori e utenti organizzato capace di valorizzare, richiedere, spronare  e pretendere la qualificazione e il rafforzamento dei mercati e delle aree ad essi circostanti; da una visione settoriale, spesso corporativa e tra di essi conflittuale delle storiche associazioni di categorie degli ambulanti, spesso gli stessi che rappresentano sia il commercio ambulante che quello in sede fissa e che vedono nella creazione, ampliamento e riqualificazione dei mercati il pericolo di una accresciuta concorrenza interna. 
Non ultimo,  la ritrosia di tante Amministrazioni comunali ad ampliare , ricercare e creare nuove aree mercatali e infine l&#039;impreparazione di molti urbanisti, nella progettazione degli strumenti di pianificazione della città che non hanno saputo o voluto  cogliere  e  sviluppare  le valenze di qualificazione urbana, sociale ed economica, che i mercati possono avere 

Quindi una mancanza di volontà a rilanciare un settore vitale dell&#039;economia nazionale?

La particolare proposta di commercializzazione di beni e servizi effettuata dal commercio ambulante, benché ricca di fattori competitivi, presenta infatti molti problemi, alcuni annosi, legati alle aree che li ospitano, spesso male organizzate e insufficientemente attrezzate, ad una liberalizzazione selvaggia, che in mancanza di una base imprenditoriale non ha portato ad una ristrutturazione in positivo delle imprese.
Altri assai più moderni e ancora di più preoccupanti, legati principalmente ad un progressivo snaturamento  dovuto soprattutto alla librizzazione delle licenze che ha favorito un&#039;innesto mal riuscito di etnie e culture commerciali a bassa preparazione imprenditoriale assai lontani dal nostro modo di essere e di concepire l&#039;ambulantato.  

Innesto etnico, che se in una prima fase veniva vissuto da tanti come arricchimento folcloristico, oggi mostra in tutta evidenza le profonde lacerazioni del tessuto socio-commerciale delle aree di mercato con evidenti aspetti di scarsa imprenditorialità , dequalificazione dell&#039;offerta merceologica imbarbarimento delle regole da fare invidia ai migliori  suk.

Eppure il settore sviluppa un giro di affari per nulla trascurabile nel panorama del commercio al dettaglio?

E&#039; vero, la vendita al dettaglio in forma ambulante rappresenta un giro d&#039;affari che supera i 25 miliardi di euro. È questa la ricchezza prodotta  dalle quasi 200.000   imprese ambulanti attive in Italia.  ll commercio su aree pubbliche è parte integrante del commercio al dettaglio: nel settore alimentare per ogni  4  negozi in sede fissa ce n&#039;è uno ambulante; nell&#039;abbigliamento il rapporto è di 1 banco dell&#039;ambulantato ogni 2,6 negozi in sede fissa.  Sono ben tremila i mercati aperti ogni giorno e 10 mila quelli settimanali. Oltre 4 milioni i metri quadri di superficie disponibili e attrezzati ogni giorno.

Dai dati sin qui esposti tutto sembrerebbe andare bene?

No assolutamente,
Sui banchi degli ambulanti grava  una pesante ombra: oltre 30.000 abusivi che, vendendo per lo più merce griffata contraffatta, spesso di dubbia provenienza che sviluppano un volume d&#039;affari annuo stimato in 1 miliardo di euro. I mercati, o meglio ancora la parte sana degli operatori del commercio su area pubblica hanno affrontato e sopportato la difficile congiuntura economica e la concorrenza della grande distribuzione o dei discount perché, fortunatamente, sono i consumatori a sceglierla ma da soli non riescono a sopportare una concorrenza sleale, anzi illegale quale appunto l&#039;abusivismo. L&#039;abusivismo è un fenomeno troppo spesso sottovalutato dalla coscienza civile e qualche volta anche dalla coscienza pubblica, cioè di coloro i quali sono preposti al controllo e che a volte finiscono con il dire : &quot;tutto sommato è meglio che quel poveretto venda una cosa qualsiasi sulla  strada o ai margini del mercato piuttosto che andare in giro ad accoltellare o a far disastri maggiori&quot;. In realtà l&#039;abusivismo è un grave fenomeno perché è solo una parte di un sistema malavitoso molto ampio, è una delle tante manifestazioni con cui la malavita è presente sul territorio;  gli altri purtroppo sono ben più rilevanti:  la droga, la prostituzione, il racket, l&#039;usura, ecc. Bisogna togliere il velo di compassione che cela il vero volto dell&#039;abusivismo, mascherandolo con la povertà e l&#039;immigrazione; ricordare invece che questo fenomeno sottrae alle casse dello Stato cifre molto rilevanti (da noi stimate in 24.000 miliardi annui) e mantiene in condizioni di concorrenza indebita mafie nazionali e internazionali

Il commercio su aree pubbliche,  quindi,  come dicevamo prima, non è un settore senza problemi.  . 

Anzi. C&#039;è la necessità, oltre che l&#039;urgenza, di ricostruire e rilanciare l&#039;immagine del commercio su area pubblica,  spogliandosi dall&#039;idea che il mercato è solo qualcosa di tradizionale e &quot;pittoresco&quot; e oggi di molto esotico.Se così non sarà, se non si pone un freno all&#039;abusivismo sfrenato, alla continua violazione delle norme e al non rispetto delle regole, per non parlare della dequalificazione merceologica, si corre seriamente il  rischio di vedere sminuito il ruolo commerciale degli ambulanti compromettendo in modo serio la sopravvivenza di tante piccole aziende sane che costituiscono la vera ossatura di questa importante rete distributiva a tutto vantaggio di supermercati e ipermercati e interessi forti ad essi collegati.
Bisogna mettere in campo azioni serie, immediate  e concrete per contrastare il fenomeno dell&#039;abusivismo. 
Questo settore è il più colpito da questo fenomeno che pure, nel nostro paese, attraversa le varie attività  economiche.  
Per l&#039;ambulantato è una vera e propria piaga che va affrontata con estrema decisione, in prima persona, direttamente da parte degli operatori sani ed onesti, e sono tanti, senza più delegare ad altri. A tutti questi operatori del commercio ambulante la Federazione Ambulanti Padani chiede  di impegnarsi con noi     in una battaglia senza tregua e senza atteggiamenti di buonismo per ridurre e  stroncare l&#039;abusivismo.

Ma in concreto cosa è possibile fare per combattere questo abusivismo selvaggio e dilagante?

Sull&#039;abusivismo in Lombardia come d&#039;altra parte nel resto del paese si sta pericolosamente abbassando la guardia. A Milano la percentuale di operatori abusivi resta molto alta, un terzo del totale: fra le 3.500-4.000 postazioni abusive sulle 12.000 complessive nei 95 mercati alla settimana.  Bisogna riprendere  le iniziative interforze che bene hanno operato all&#039;inizio dello scorso autunno: iniziative che devono essere continuative, quotidiane e non spot.

Ma proprio di recente la regione lombardia ha varato una normativa che sembra andare in tale direzione.. 

E&#039; vero. Ora esiste uno strumento in più molto utile per contrastare anche l&#039;abusivismo: la carta d&#039;esercizio, approvata dalla Regione Lombardia. Carta che seppure per alcuni aspetti contradditoria, noi come Federazione Ambulanti Padani ne condividiamo pienamente i principi in essa contenute, ma che da sola non basta a combattere fermamente e porre fine all&#039;abusivismo diffuso in tutte le sue sfaccettature; merce contraffatta e spesso di incerta o dubbia provenienza, evasione fiscale e contributiva ecc.. Bisogna che i Comuni i Sindaci, gli assessori al commercio, dai più piccoli sino a  Milano,  i responsabili di mercato, i vigili urbani, le forze dell&#039;ordine nelle loro varie articolazioni e competenze devono recepire e fare rispettare. Noi Ambulanti Padani, ci attiveremo affinchè quanto prima parta un tavolo di confronto con le varie amministrazioni per affrontare e risolvere insieme questa piaga.

Quindi un nuovo sindacato a difesa della categoria. Si sentiva fortemente questa esigenza? E perché un sindacato Padano?

L&#039;esigenza di costituire un sindacato di categoria  capace di essere emanazione diretta della stessa è una richiesta che da tempo è presente tra gli operatori del commercio ambulante. 
Da tempo l&#039;intera categoria lancia un grido di allarme che sino ad oggi è rimasto inascoltato perché chi in prima persona avrebbe dovuto rispondere a quel grido non poteva  o non voleva sentire perché impegnato in altre attività più redditizie, come ad esempio fare a gara per organizzare mercati domenicali multicolori o europei che dir si voglia in netta concorrenzialità con i mercati settimanali tradizionali. Ma li si hanno introiti ben più importanti delle tessere e allora perché dedicarsi a riqualificare i mercati e a tutelare gli operatori?   Un grido di allarme che chiede  di ascoltare con attenzione le istanze dei lavoratori del commercio su area pubblica, capirne le esigenze e formulare propo 

le istanze dei lavoratori del commercio su area 

pubblica, capirne le esigenze e formulare proposte innovative in grado di riqualificare la professionalità dell&#039;intera categoria.
FEDAP Federazione Ambulanti Padani nasce per dare risposta a questo grido di allarme. Nasce con la volontà e l&#039;obiettivo di riorganizzare la categoria, partendo dal basso, dal territorio, dalla piazza o dalla via, dalla sede del mercato coinvolgendo gli operatori e insieme a loro elaborare proposte che sappiano andare al di là delle pur importanti problematiche tecnico-strutturali dei mercati.
Proposte e iniziative in grado di rilanciare i consumi attraverso una migliore offerta qualititativa e professionale. Un sindacato in grado di sollecitare nel profondo di ogni ambulante il desiderio di riscoprire  e riappropriarsi della propria cultura commerciale fortemente legata al proprio territorio. 

Un sindacato in grado di confrontarsi con le varie amministrazioni non solo sugli aspetti tecnici, seppur importanti e per nulla secondari,  ma soprattutto su come rimodulare il formato mercato affinchè si possa riagganciare la ripresa rilanciare i consumi  e fidelizzare il consumatore.
Un sindacato in grado di porsi a fianco della categoria spronandola ad offrire il meglio di se stessa a vantaggio dell&#039;intero settore.
Un sindacato che sappia portare fuori dal limbo di declassazione un settore vitale e determinante nel mondo economico del territorio e del paese.
Un sindacato che sappia mettere al centro dell&#039;attenzione innanzi tutto la persona, i suoi problemi di essere umano, e non anteponga a tutto ciò il numero di tessera.

Perché Padani. Semplicemente perché ancorati ad un territorio che da sempre ha saputo esprimere valori socio culturali indissolubili nel tempo, che ha dato e ancora continua a dare opportunità di lavoro e di arricchimento professionale umano e culturale, premiando la politica del fare.

Dal punto di vista organizzativo come pensate di rispondere a tutte queste esigenze che la categoria vi pone?

Bella domanda alla quale rispondo molto volentieri perchè mi offre l&#039;opportunità di comunicare a tutti i lettori di Spaziomercato, che sono poi gli ambulanti della Lombardia, il modo con cui vogliamo entrare in contatto con tutti loro. Innanzi tutto la collaborazione stretta con il vostro periodico è garanzia di un contato mensile con l&#039;intera categoria, la quale, seguendoci rimarrà informata ed aggiornata su tutti i temi e le problematiche che la riguardano in modo diretto. Inoltre abbiamo allestito un ufficio di consulenza mobile che a rotazione sarà presente su tutti i mercati principali per offrire, in modo diretto, sul campo, tutta l&#039;assistenza tecnica, sindacale, consulenziale ed amministrativa di cui ogni operatore ha bisogno. Esperti nei vari settori saranno a rotazione presenti presso il punto mobile a disposizione degkli operatori commerciali. Chiaramente resta la possibilità per ogni operatore di rivolgersi presso la nostra sede interregionale sita in Varese, Via Magenta, 5. stiamo  già lavorando per organizzare una grade riunione degli ambulanti Varesini per  fine settembre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per volontà di un nutrito gruppo di operatori del commercio ambulante, motivati dall&#8217;obiettivo, oltre che dalla necessità non oltre rinviabile, di disporre di un soggetto rappresentativo in grado di tutelare e difendere al meglio i diritti della categoria, è stata costituita la FEDAP Federazione Ambulanti Padani.<br />
Un sindacto unitario interregionale, libero e democratico, a cui tutti gli operatori del Commercio Ambulante possono liberamente associarsi.<br />
Un soggetto associativo e sindacale  in grado di mettere a disposizione degli ambulanti ( in un  momento di crisi profonda, dove, anche le storiche strutture rappresentative di categoria sembrano incanalarsi in una fase morente e dove da troppo tempo ormai si assiste a una forma di sindacalismo in poltrona) energie fresche, innovative decise a riprendere in mano le sorti di un settore nevralgico del commercio al dettaglio.<br />
Spaziomercato ha intervistato il Presidente Giuseppe Vita, 57 anni, ambulante alimentarista, da sempre impegnato in prima persona sul fronte dei diritti della categoria. </p>
<p>Che senso ha oggi, in una realtà distributiva del commercio al dettaglio, dove i centri commerciali e i discount svolgono un ruolo da leoni e tante amministrazioni comunali vivono la realtà dei mercati cittadini come una sorta di palla al piede parlare di ambulantato?</p>
<p>Il settore del commercio su aree pubbliche ha sempre avuto una sua specificità rispetto agli ambiti della distribuzione commerciale al dettaglio.<br />
Il mercato rionale è infatti il più antico luogo di scambio e di incontro: in quanto tale, ancora oggi, per molti aspetti, può far leva su una significativa continuità storica, ma si trova ad operare in un contesto distributivo caratterizzato da ritmi di cambiamento sempre più rapidi e non sempre qualificati.<br />
I mercati e le fiere sono da sempre parti fondamentali della città e dei paesi, del vivere sociale e della cultura di scambio della nostra società, per questo è riduttivo, come a volte si fa, considerare queste manifestazioni fenomeni che riguardano solo gli operatori e gli uffici commercio dei vari Comuni.<br />
Questa visione, spesso presente, anche in certi atteggiamenti delle amministrazioni comunali e soprattutto delle associazioni di categoria, è una concezione inadeguata a cogliere gli elementi di innovazione che il commercio su aree pubbliche può portare.<br />
Nel passato è assolutamente mancata   e ancora oggi si fa fatica a ritrovarne traccia di una visione attiva orientata allo sviluppo e alla riqualificazione urbana e sociale delle aree mercatali, in grado di valorizzare questa peculiare forma di vendita, evidenziando il ruolo e il contributo che la stessa può ancora dare al fine di tutelare al  meglio il potere di acquisto delle famiglie, soprattutto in periodi di crisi economica e finanziaria come qella che stiamo vivendo. oltre che ai problemi sociali delle città e come elemento complementare rispetto alla rete distributiva  a posto fisso e alla grande distribuzione organizzata.</p>
<p>Da cosa deriva questa mancanza di una visione orientata allo sviluppo e riqualificazione del settore dell&#8217;ambulantato?</p>
<p>Questa mancanza è dipesa e tutt&#8217;oggi dipende da diverse ragioni, tutte valide e comprensibili, ma a volte miopi come ad esempio, la scarsa presenza o se vogliamo la totale assenza di un movimento di consumatori e utenti organizzato capace di valorizzare, richiedere, spronare  e pretendere la qualificazione e il rafforzamento dei mercati e delle aree ad essi circostanti; da una visione settoriale, spesso corporativa e tra di essi conflittuale delle storiche associazioni di categorie degli ambulanti, spesso gli stessi che rappresentano sia il commercio ambulante che quello in sede fissa e che vedono nella creazione, ampliamento e riqualificazione dei mercati il pericolo di una accresciuta concorrenza interna.<br />
Non ultimo,  la ritrosia di tante Amministrazioni comunali ad ampliare , ricercare e creare nuove aree mercatali e infine l&#8217;impreparazione di molti urbanisti, nella progettazione degli strumenti di pianificazione della città che non hanno saputo o voluto  cogliere  e  sviluppare  le valenze di qualificazione urbana, sociale ed economica, che i mercati possono avere </p>
<p>Quindi una mancanza di volontà a rilanciare un settore vitale dell&#8217;economia nazionale?</p>
<p>La particolare proposta di commercializzazione di beni e servizi effettuata dal commercio ambulante, benché ricca di fattori competitivi, presenta infatti molti problemi, alcuni annosi, legati alle aree che li ospitano, spesso male organizzate e insufficientemente attrezzate, ad una liberalizzazione selvaggia, che in mancanza di una base imprenditoriale non ha portato ad una ristrutturazione in positivo delle imprese.<br />
Altri assai più moderni e ancora di più preoccupanti, legati principalmente ad un progressivo snaturamento  dovuto soprattutto alla librizzazione delle licenze che ha favorito un&#8217;innesto mal riuscito di etnie e culture commerciali a bassa preparazione imprenditoriale assai lontani dal nostro modo di essere e di concepire l&#8217;ambulantato.  </p>
<p>Innesto etnico, che se in una prima fase veniva vissuto da tanti come arricchimento folcloristico, oggi mostra in tutta evidenza le profonde lacerazioni del tessuto socio-commerciale delle aree di mercato con evidenti aspetti di scarsa imprenditorialità , dequalificazione dell&#8217;offerta merceologica imbarbarimento delle regole da fare invidia ai migliori  suk.</p>
<p>Eppure il settore sviluppa un giro di affari per nulla trascurabile nel panorama del commercio al dettaglio?</p>
<p>E&#8217; vero, la vendita al dettaglio in forma ambulante rappresenta un giro d&#8217;affari che supera i 25 miliardi di euro. È questa la ricchezza prodotta  dalle quasi 200.000   imprese ambulanti attive in Italia.  ll commercio su aree pubbliche è parte integrante del commercio al dettaglio: nel settore alimentare per ogni  4  negozi in sede fissa ce n&#8217;è uno ambulante; nell&#8217;abbigliamento il rapporto è di 1 banco dell&#8217;ambulantato ogni 2,6 negozi in sede fissa.  Sono ben tremila i mercati aperti ogni giorno e 10 mila quelli settimanali. Oltre 4 milioni i metri quadri di superficie disponibili e attrezzati ogni giorno.</p>
<p>Dai dati sin qui esposti tutto sembrerebbe andare bene?</p>
<p>No assolutamente,<br />
Sui banchi degli ambulanti grava  una pesante ombra: oltre 30.000 abusivi che, vendendo per lo più merce griffata contraffatta, spesso di dubbia provenienza che sviluppano un volume d&#8217;affari annuo stimato in 1 miliardo di euro. I mercati, o meglio ancora la parte sana degli operatori del commercio su area pubblica hanno affrontato e sopportato la difficile congiuntura economica e la concorrenza della grande distribuzione o dei discount perché, fortunatamente, sono i consumatori a sceglierla ma da soli non riescono a sopportare una concorrenza sleale, anzi illegale quale appunto l&#8217;abusivismo. L&#8217;abusivismo è un fenomeno troppo spesso sottovalutato dalla coscienza civile e qualche volta anche dalla coscienza pubblica, cioè di coloro i quali sono preposti al controllo e che a volte finiscono con il dire : &#8220;tutto sommato è meglio che quel poveretto venda una cosa qualsiasi sulla  strada o ai margini del mercato piuttosto che andare in giro ad accoltellare o a far disastri maggiori&#8221;. In realtà l&#8217;abusivismo è un grave fenomeno perché è solo una parte di un sistema malavitoso molto ampio, è una delle tante manifestazioni con cui la malavita è presente sul territorio;  gli altri purtroppo sono ben più rilevanti:  la droga, la prostituzione, il racket, l&#8217;usura, ecc. Bisogna togliere il velo di compassione che cela il vero volto dell&#8217;abusivismo, mascherandolo con la povertà e l&#8217;immigrazione; ricordare invece che questo fenomeno sottrae alle casse dello Stato cifre molto rilevanti (da noi stimate in 24.000 miliardi annui) e mantiene in condizioni di concorrenza indebita mafie nazionali e internazionali</p>
<p>Il commercio su aree pubbliche,  quindi,  come dicevamo prima, non è un settore senza problemi.  . </p>
<p>Anzi. C&#8217;è la necessità, oltre che l&#8217;urgenza, di ricostruire e rilanciare l&#8217;immagine del commercio su area pubblica,  spogliandosi dall&#8217;idea che il mercato è solo qualcosa di tradizionale e &#8220;pittoresco&#8221; e oggi di molto esotico.Se così non sarà, se non si pone un freno all&#8217;abusivismo sfrenato, alla continua violazione delle norme e al non rispetto delle regole, per non parlare della dequalificazione merceologica, si corre seriamente il  rischio di vedere sminuito il ruolo commerciale degli ambulanti compromettendo in modo serio la sopravvivenza di tante piccole aziende sane che costituiscono la vera ossatura di questa importante rete distributiva a tutto vantaggio di supermercati e ipermercati e interessi forti ad essi collegati.<br />
Bisogna mettere in campo azioni serie, immediate  e concrete per contrastare il fenomeno dell&#8217;abusivismo.<br />
Questo settore è il più colpito da questo fenomeno che pure, nel nostro paese, attraversa le varie attività  economiche.<br />
Per l&#8217;ambulantato è una vera e propria piaga che va affrontata con estrema decisione, in prima persona, direttamente da parte degli operatori sani ed onesti, e sono tanti, senza più delegare ad altri. A tutti questi operatori del commercio ambulante la Federazione Ambulanti Padani chiede  di impegnarsi con noi     in una battaglia senza tregua e senza atteggiamenti di buonismo per ridurre e  stroncare l&#8217;abusivismo.</p>
<p>Ma in concreto cosa è possibile fare per combattere questo abusivismo selvaggio e dilagante?</p>
<p>Sull&#8217;abusivismo in Lombardia come d&#8217;altra parte nel resto del paese si sta pericolosamente abbassando la guardia. A Milano la percentuale di operatori abusivi resta molto alta, un terzo del totale: fra le 3.500-4.000 postazioni abusive sulle 12.000 complessive nei 95 mercati alla settimana.  Bisogna riprendere  le iniziative interforze che bene hanno operato all&#8217;inizio dello scorso autunno: iniziative che devono essere continuative, quotidiane e non spot.</p>
<p>Ma proprio di recente la regione lombardia ha varato una normativa che sembra andare in tale direzione.. </p>
<p>E&#8217; vero. Ora esiste uno strumento in più molto utile per contrastare anche l&#8217;abusivismo: la carta d&#8217;esercizio, approvata dalla Regione Lombardia. Carta che seppure per alcuni aspetti contradditoria, noi come Federazione Ambulanti Padani ne condividiamo pienamente i principi in essa contenute, ma che da sola non basta a combattere fermamente e porre fine all&#8217;abusivismo diffuso in tutte le sue sfaccettature; merce contraffatta e spesso di incerta o dubbia provenienza, evasione fiscale e contributiva ecc.. Bisogna che i Comuni i Sindaci, gli assessori al commercio, dai più piccoli sino a  Milano,  i responsabili di mercato, i vigili urbani, le forze dell&#8217;ordine nelle loro varie articolazioni e competenze devono recepire e fare rispettare. Noi Ambulanti Padani, ci attiveremo affinchè quanto prima parta un tavolo di confronto con le varie amministrazioni per affrontare e risolvere insieme questa piaga.</p>
<p>Quindi un nuovo sindacato a difesa della categoria. Si sentiva fortemente questa esigenza? E perché un sindacato Padano?</p>
<p>L&#8217;esigenza di costituire un sindacato di categoria  capace di essere emanazione diretta della stessa è una richiesta che da tempo è presente tra gli operatori del commercio ambulante.<br />
Da tempo l&#8217;intera categoria lancia un grido di allarme che sino ad oggi è rimasto inascoltato perché chi in prima persona avrebbe dovuto rispondere a quel grido non poteva  o non voleva sentire perché impegnato in altre attività più redditizie, come ad esempio fare a gara per organizzare mercati domenicali multicolori o europei che dir si voglia in netta concorrenzialità con i mercati settimanali tradizionali. Ma li si hanno introiti ben più importanti delle tessere e allora perché dedicarsi a riqualificare i mercati e a tutelare gli operatori?   Un grido di allarme che chiede  di ascoltare con attenzione le istanze dei lavoratori del commercio su area pubblica, capirne le esigenze e formulare propo </p>
<p>le istanze dei lavoratori del commercio su area </p>
<p>pubblica, capirne le esigenze e formulare proposte innovative in grado di riqualificare la professionalità dell&#8217;intera categoria.<br />
FEDAP Federazione Ambulanti Padani nasce per dare risposta a questo grido di allarme. Nasce con la volontà e l&#8217;obiettivo di riorganizzare la categoria, partendo dal basso, dal territorio, dalla piazza o dalla via, dalla sede del mercato coinvolgendo gli operatori e insieme a loro elaborare proposte che sappiano andare al di là delle pur importanti problematiche tecnico-strutturali dei mercati.<br />
Proposte e iniziative in grado di rilanciare i consumi attraverso una migliore offerta qualititativa e professionale. Un sindacato in grado di sollecitare nel profondo di ogni ambulante il desiderio di riscoprire  e riappropriarsi della propria cultura commerciale fortemente legata al proprio territorio. </p>
<p>Un sindacato in grado di confrontarsi con le varie amministrazioni non solo sugli aspetti tecnici, seppur importanti e per nulla secondari,  ma soprattutto su come rimodulare il formato mercato affinchè si possa riagganciare la ripresa rilanciare i consumi  e fidelizzare il consumatore.<br />
Un sindacato in grado di porsi a fianco della categoria spronandola ad offrire il meglio di se stessa a vantaggio dell&#8217;intero settore.<br />
Un sindacato che sappia portare fuori dal limbo di declassazione un settore vitale e determinante nel mondo economico del territorio e del paese.<br />
Un sindacato che sappia mettere al centro dell&#8217;attenzione innanzi tutto la persona, i suoi problemi di essere umano, e non anteponga a tutto ciò il numero di tessera.</p>
<p>Perché Padani. Semplicemente perché ancorati ad un territorio che da sempre ha saputo esprimere valori socio culturali indissolubili nel tempo, che ha dato e ancora continua a dare opportunità di lavoro e di arricchimento professionale umano e culturale, premiando la politica del fare.</p>
<p>Dal punto di vista organizzativo come pensate di rispondere a tutte queste esigenze che la categoria vi pone?</p>
<p>Bella domanda alla quale rispondo molto volentieri perchè mi offre l&#8217;opportunità di comunicare a tutti i lettori di Spaziomercato, che sono poi gli ambulanti della Lombardia, il modo con cui vogliamo entrare in contatto con tutti loro. Innanzi tutto la collaborazione stretta con il vostro periodico è garanzia di un contato mensile con l&#8217;intera categoria, la quale, seguendoci rimarrà informata ed aggiornata su tutti i temi e le problematiche che la riguardano in modo diretto. Inoltre abbiamo allestito un ufficio di consulenza mobile che a rotazione sarà presente su tutti i mercati principali per offrire, in modo diretto, sul campo, tutta l&#8217;assistenza tecnica, sindacale, consulenziale ed amministrativa di cui ogni operatore ha bisogno. Esperti nei vari settori saranno a rotazione presenti presso il punto mobile a disposizione degkli operatori commerciali. Chiaramente resta la possibilità per ogni operatore di rivolgersi presso la nostra sede interregionale sita in Varese, Via Magenta, 5. stiamo  già lavorando per organizzare una grade riunione degli ambulanti Varesini per  fine settembre.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Peter Griffin by Aktive.Tekno.Terrorism</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2007/10/peter-griffin/comment-page-1/#comment-1440</link>
		<dc:creator>Aktive.Tekno.Terrorism</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 16:52:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ma sapete qualcosa di piu di questa storia? intendo dire, l&#039;inventore dei griffin ha preso spunto da quest&#039;uomo o cosa?

GAGAGAG assurdo è lui</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma sapete qualcosa di piu di questa storia? intendo dire, l&#8217;inventore dei griffin ha preso spunto da quest&#8217;uomo o cosa?</p>
<p>GAGAGAG assurdo è lui</p>
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	<item>
		<title>Comment on Come diventare emo by laura</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2007/11/come-diventare-emo/comment-page-2/#comment-1439</link>
		<dc:creator>laura</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 15:10:02 +0000</pubDate>
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		<description>k video di merda siete proprio dei poser di merda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>k video di merda siete proprio dei poser di merda</p>
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	</item>
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		<title>Comment on Tommi e gli Onesti Cittadini by Rosablu</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2006/12/tommi-e-gli-onesti-cittadini/comment-page-1/#comment-1438</link>
		<dc:creator>Rosablu</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 07:22:28 +0000</pubDate>
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		<description>Carino il disco, ma lui... bè... è semplicemente un mito! Lo prenderei e lo porterei via all&#039;istante! E&#039; veramente un sogno!! Il mio uomo ideale!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carino il disco, ma lui&#8230; bè&#8230; è semplicemente un mito! Lo prenderei e lo porterei via all&#8217;istante! E&#8217; veramente un sogno!! Il mio uomo ideale!!</p>
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		<title>Comment on Guitar Hero su Commodore 64 by fabio</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2009/03/guitar-hero-su-commodore-64/comment-page-1/#comment-1436</link>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 13:03:18 +0000</pubDate>
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		<description>Mi sto commuovendo a tal punto ke mi viene da piangere...

TONI 6 UN GRANDE</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sto commuovendo a tal punto ke mi viene da piangere&#8230;</p>
<p>TONI 6 UN GRANDE</p>
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		<title>Comment on Si votaaa!!!! by Falko</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2009/06/si-votaaa/comment-page-1/#comment-1424</link>
		<dc:creator>Falko</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 16:07:33 +0000</pubDate>
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		<description>Auhauhauha!!! FANTASTICO :°D
Mi sto cappottando dal ridere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Auhauhauha!!! FANTASTICO :°D<br />
Mi sto cappottando dal ridere!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on Segnali sull&#8217;aereo by ujinfan</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2009/06/segnali-sullaereo/comment-page-1/#comment-1421</link>
		<dc:creator>ujinfan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 13:36:04 +0000</pubDate>
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		<description>Gli omosessuali verranno legati ai sedili?
Se il capitano si aggira per l&#039;aereo con una frusta in mano non e&#039; un buon segno?!
Si prega di non parlare con i negri?!?
Ahahahahahahah!!!!!

Geniale!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli omosessuali verranno legati ai sedili?<br />
Se il capitano si aggira per l&#8217;aereo con una frusta in mano non e&#8217; un buon segno?!<br />
Si prega di non parlare con i negri?!?<br />
Ahahahahahahah!!!!!</p>
<p>Geniale!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Comment on Chiuso per rettifica by ujinfan</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2009/06/chiuso-per-rettifica/comment-page-1/#comment-1420</link>
		<dc:creator>ujinfan</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 11:59:19 +0000</pubDate>
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		<description>Di cose prese in partenza male, per la mala interpretazione di  alcuni &quot;giornalisti&quot;, ne ho sentite parecchio.
Prima di giudicare vorrei leggere il testo della legge...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di cose prese in partenza male, per la mala interpretazione di  alcuni &#8220;giornalisti&#8221;, ne ho sentite parecchio.<br />
Prima di giudicare vorrei leggere il testo della legge&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Comment on Cliente idiota by CtrlAltCa</title>
		<link>http://happy3friends.netsons.org/blog/2009/05/cliente-idiota/comment-page-1/#comment-1415</link>
		<dc:creator>CtrlAltCa</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 12:19:22 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che alla prima domanda tuo padre abbia pensato &quot;no, non può essere così stupido da non capirlo da solo che è un anello&quot;.... E invece probabilmente si è sbagliato, sopravvalutando il cliente.. Errore di valutazione :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che alla prima domanda tuo padre abbia pensato &#8220;no, non può essere così stupido da non capirlo da solo che è un anello&#8221;&#8230;. E invece probabilmente si è sbagliato, sopravvalutando il cliente.. Errore di valutazione <img src='http://happy3friends.netsons.org/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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