Chiuso per rettifica

Roma – Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere “chiusa per rettifica”. È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell’approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l’idea – di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata – di obbligare tutti “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.
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Guitar Hero su Commodore 64

Chi l’avrebbe mai detto che con la tecnologia che abbiamo a disposizione ai giorni nostri qualcuno si sarebbe sognato di fare un porting dell’ormai strafamoso Guitar Hero per Commodore 64?

Tale Toni Westbrook l’ha sognato, e l’ha pure realizzato!
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Vista Aero vs Compiz Fusion

Siete ancora sicuri che Vista sia meglio?

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Ritorna la legge anti blog

Cambia il Governo, ma la zuppa è sempre la stessa.

Ricordate quel famoso disegno di legge dell’anno scorso nel quale si diceva che ogni blog ha l’obbligo di iscriversi al ROC? Bene, o meglio, male, molto male.

Quella che può rivelarsi come l’Arma Totale contro Internet, sta riprendendo forma.
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Apple non ha inventato l’iPod

Chi l’avrebbe mai detto che il famoso player mp3 di Cupertino non fosse un’idea di Steve Jobs?
L’invenzione sarebbe stata brevettata già nel 1979 (!!!) da un inventore inglese, Kane Kramer.

Leggi la notizia

Notate quanto il disegno originale assomigli agli odierni iPod!

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Misura la censura!

Nei giorni scorsi The Pirate Bay, il sito Internet dedicato all’indicizzazione dei file .torrent, è stato oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo atipico. Con questo decreto è stato richiesto ad alcuni ISP italiani di bloccare The Pirate Bay e ogni suo futuro nome e indirizzo IP.

Per questo motivo www.thepiratebay.org non è più raggiungibile da certi utenti italiani. I gestori, oltre a denunciare senza mezzi termini il fatto, hanno attivato un nuovo sito web per aggirare il problema: www.labaia.org, ma anche questo è stato bloccato da alcuni.

Fonte: http://censura.tophost.it/

E per finire non perdetevi questo articolo nel quale la nostra Guardia di Finanza ammette di aver favorito in maniera incompatibile con uno stato di diritto gli interessi delle associazioni degli editori contro la pirateria.

Segui questo link per verificare se il tuo provider censura internet!

Diffondete la notizia più che potete, ne va delle NOSTRE LIBERTA’ DIGITALI

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Come nasce una licenza

Grazie a Matteo per la segnalazione.

Ecco il link

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Il sesso alla maniera nerd

Sara’ il sesso nel 2050?!?

ping; talk; unzip; strip; touch; finger; mount; fsck; more; yes; umount; sleep; exit 0

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Italia.it, il ritorno

Italia.it pronto a tornare a spaccare… i coglioni

La morte di Italia.it così come preconizzato da molti non è stata definitiva: le sue spoglie non sono visibili, in quanto il sito è offline, ma la gara per portarsele via è già iniziata. I 21 milioni di euro stanziati per la partecipazione delle regioni al portalone del turismo sono ora al centro di un imminente progetto di rilancio.
La conferma è arrivata due giorni fa dal coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, Enrico Paolini, che ha ribadito le intenzioni del ministro Luigi Nicolais, quelle di girare entro un mese alle regioni i 21 milioni di euro stanziati per loro. Dichiarazioni che sollevano gli animi anche dei comuni, pronti a gettarsi nella mischia.
Se Rutelli a suo tempo aveva parlato di un milione di euro, di recente il DIT ha accennato a 7 milioni mentre proprio Paolini ha di recente corretto il tiro: 15 milioni. Come noto, sulla questione sta indagando la Corte dei Conti che forse potrà fare chiarezza su quanti denari pubblici per Italia.it siano stati effettivamente spesi dei 58 milioni stanziati in origine.

Fonte Punto Informatico

A questo punto mi chiedo: “Perché continuare a tentare di far partire un sito che è morto già in partenza? E’ così necessario avere un sito che costa 58 milioni di euro (ndr: 112 miliardi del vecchio conio) più i 21 milioni del nuovo stanziamento? Dove cazzo sono finiti tutti ’sti soldi?”

Io non ho più parole… anzi, solo 3: “siamo in Italia”

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Italia.it chiude… Ma a noi dispiace?

Italia.it ha chiuso i battenti dopo neanche un anno di vita: e’ stato voluto da Lucio Stanca (ministro di Berlusconi) e orgogliosamente presentato da Rutelli (vice-premier di Prodi) il 21 febbraio 2007, qualche giorno fa si sono resi conto che non serviva a niente e percio’ hanno troncato il progetto… che tra l’altro ci e’ costato molto caro!! (tanto per cambiare!)
Solo il logo e’ costato 100.000 euro, in totale per il sito sono stati sborsati 45 milioni di euro (quasi 90 miliardi di lire!!! Ma vi rendete conto?!?)!!!!!
Il compito del portale sarebbe stato quello di rilanciare il turismo nazionale; decine di “esperti web”, volontariamente, tentarono di ripensarlo con il sito ritalia.it e gia’ il 31/03/07 proposero le prime “riforme”, abbandonando poi le idee per i troppi errori di progettazione del sito originario.
Fallimento bipartisan costato caro all’Italia.
Quanto sarebbe costato affibiare questo progetto ad una piccola societa’ o addirittura a dei lug (Linux User Group)?
Perche’ lo stato, e le istituzioni in generale, puntano su grandi appalti ottenendo grandi risultati con grandi spese?!?
Torniamo sempre sul discorso degli sprechi della pubblica amministrazione: un “must” della politica italiana.

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